Consiglio d’Europa

La proposta di istituire una Giornata della Memoria da celebrare nelle scuole d’Europa è frutto del lavoro compiuto dal Consiglio d’Europa nell’ambito dell’insegnamento della storia del XX secolo. Lo studio del Novecento deve necessariamente affrontare anche la questione della promozione dei diritti umani e della democrazia. Infatti, i crimini contro l’umanità sono da considerare, insieme alle due guerre mondiali, alle dittature ed al pericolo latente di un’apocalisse nucleare, una delle tragiche caratteristiche della storia d’Europa nel XX secolo. Il Consiglio d’Europa ha proposto, già da parecchi anni, un’operazione di stimolo della memoria, per tener vivo il ricordo di quei crimini: una rivisitazione storica non fine a se stessa, ma finalizzata per comprendere la necessità di promuovere il rispetto dei diritti umani, la tolleranza ed il dialogo.

Le decisioni

Sulla base di questo lavoro, ed in occasione della Conferenza ministeriale di Cracovia nel 2000 e del Seminario ministeriale di Strasburgo nell’ottobre del 2002, i ministri della pubblica istruzione degli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno deciso quanto segue:

  • istituire, in stretta collaborazione con il Consiglio d’Europa, una "Giornata della memoria”, da celebrare in tutti gli istituti scolastici degli Stati membri a partire dal 2003 e secondo le modalità e priorità stabilite dai singoli paesi;

  • a riconoscere le iniziative private a livello europeo che condividono le finalità della "Giornata della memoria”.

Il ruolo della Svizzera

In qualità di Stato membro del Consiglio d’Europa, la Svizzera ha partecipato alle due conferenze ministeriali summenzionate, approvando la decisione di organizzare una "Giornata della memoria”.

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